Attacco di Panico

Paura incomprensibile che diventa incontrollabile.
L'attacco di panico spesso nasconde altri problemi. Non sempre la persona è in grado di decifrare da solo il proprio comportamento o vissuto emotivo espresso.

Attacco di Panico

Attacco di panico è classificabile come un Disturbo d'Ansia, ma si presenta in modo complesso e spesso incomprensibile alla persona sofferente. A volte nasconde altri problemi oppure può essere un espressione di un altra difficoltà di tipo relazionale, interiore o contestuale. Molto spesso la persona non è in grado di decifrare da solo il proprio comportamento o il vissuto emotivo espresso.  
Molto comune è una notevole difficoltà a rimane nel presente, nel <<qui ed ora>> del proprio vissuto esperienziale e di utilizzare la componente sensoriale per rimanere focalizzato e attentamente consapevole della propria corporeità. Di conseguenza perde il controllo di se stesso e l'intensità di cosa prova è amplificato.

Depressione

Depressione, ansia e attacchi di panico sono disturbi molto diffusi e sempre meglio conosciuti, ma non sempre affrontati nel modo giusto.

Gli attacchi di panico sono malattie a tutti gli effetti che richiedono un approccio scientifico e anche un cambiamento nella loro percezione culturale.

Sono classificati come Disturbi d'Ansia e nascono dall’interazione tra una predisposizione genetica, una sorta di “tallone d’Achille” che conferisce a una persona una maggiore vulnerabilità e fragilità, e una serie di fattori esterni ambientali.

Predisposizione e fattori scatenante

Tuttavia, la predisposizione da sola non genera un attacco di panico, ne aumenta solo la probabilità: di solito c’è sempre un fattore scatenante come una perdita, un trauma o uno stress prolungato oppure una conoscenza di Sè povera ed insufficiente. Oggi su queste malattie si tende a voler fare confusione perché nella confusione molti fanno affari….

Non bisogna dimenticare che quello delle terapie e degli psicofarmaci è un business ed è fin troppo facile “pilotare” una persona fragile e in difficoltà. Ci vuole, ripeto, un approccio medico e psicologico psicoterapeutico rigoroso e libero da pregiudizi.

Ancora oggi chi soffre di questi disturbi, segue delle terapie o prende un certo tipo di farmaci viene etichettato come un debole, inadeguato in una società che ci vuole sempre attivi e performanti, che ci condanna a funzionare e vincere sempre.

Da qui l’imbarazzo, la vergogna, la difficoltà a parlarne. L’attacco di panico che irrompe nella vita di una persona prima le toglie la libertà poi la umilia davanti a tutti.

Errori di valutazione

Il fatto di trattare chi soffre di Disturbi d'Ansia come se fosse una persona che recita o esagera, è sbagliato ed erroneo. Non è mai così. Quando arriva l’attacco, a chi ne è colpito scatta un interruttore nella parte del cervello che si chiama amigdala; questo interruttore attiva un inutile quanto ingiustificato segnale di allarme che scatena a sua volta una reazione istintiva “combatti o fuggi” e, di solito, una richiesta d’aiuto.

Vissuto di morte

Chi ha l’attacco in quel momento si sente a tu per tu con la morte. Per questo dirgli “non è niente” oppure “dipende soltanto da te” significa compiere la peggiore delegittimazione possibile senza aiutarla.

Queste persone vivono in una sorta di gabbia esistenziale all’interno della quale si sentono protette, ma molto spesso è una vita all’insegna della rinuncia perché di solito hanno scarsa fiducia in se stessi, poca autonomia di movimento, scarsa capacità decisionale e una bassa autostima.

Rigorosità clinica e terapeutica

Ma non sempre è proprio così. Per questo la problematica deve essere trattata con rigorosità clinica, per dare alla persona che ne soffre tutte le informazioni utili e posssibili per decifrare la sua complessità psicologica, psicodinamica e neurobiologico.

Molti sono le situazioni che possono spingere una persona a perdere il controllo del proprio stato interiore. Un auto monitoraggio fluido e continuo sullo stato di "presenza" è di sicuro aiuto a rimanere focalizzati e consapevolmente attenti al proprio vissuto esperienziale.
Scarsa fiducia e capacità decisionale, poca autonomia e movimento, spingono la persona con attacchi di panico verso la rinuncia generale, restringendo la propria articolazione sociale.
Vergogna, imbarazzo e difficoltà a parlarne con qualcuno che possa aiutare sono espressioni comuni nei Disturbi d'Ansia.
Cordiali saluti
john curcio
Ciao!
Prova a creare la tua pagina web come me! E' facile e lo puoi provare gratis
ANNUNCIO