Rethinking Madness

Ripensando la Follia

L'obiettivo di un processo verso il recupero non sarebbe quello di diventare normale. L'obiettivo è di abbracciare la nostra vocazione a diventare profondamente e completamente umano...di diventare unici, autentici...mai replicati "nell'essere umani", cammino per cui siamo chiamati ad essere.

Psicosi

Il concetto di psicosi, come il concetto di schizofrenia, non possiede una demarcazione chiara, o un consenso reciprocamente soddisfacente attinente la sua definizione. Eppure le definizioni esistenti e costruiti dal campo della salute mentale sono anche controversi.

In linea generale, il contenuto assieme alla forma di un esperienza soggettiva riferibile alla psicosi è caratterizzato da deliri e/o allucinazioni. E' assunto che queste esperienze non sono valide poichè non corrispondano al consenso della realtà.

E secondo questo ragionamento - che deriva dal modello medico tradizionale - l'obiettivo ultimo è di riportare le esperienze dell'individuo, il più velocemente possibile, in allineamento con un consenso della realtà.

Tuttavia, il consenso della realtà, non necessariamente corrisponde ad una verità obiettiva, può infatti, essere diversa da cultura a cultura. Per cui, è meglio definire le esperienze soggettive che non si allineano al consenso della realtà come <<esperienze anomale>>. 

Per questo e per tanti altri motivi, un recupero dell'individuo deve avere come obiettivo la riduzione della componente angosciosa dell'esperienza anomala.

E' preferibile dire che: è in atto un processo di recupero quando l'angoscia associata alle esperienze anomale sta diminuendo, anche se, possono non diminuire le esperienze anomale.

Un altra considerazione:

La psicologia e psichiatria tradizionale utilizzano nella definizione di recupero, il concetto di <<omeostasi>> che si riferisce alla resistenza al cambiamento dell'organismo e la sua capacità di mantenere un ambiente interiore stabile.

Tuttavia, è considerato più accurato considerare gli organismi - partecipi e viventi - di uno stato <<omeodinamico>> più che <<omeostatico>>.

Il termine omeodinamico suggerisce che "quando si incontra un stressore, l'organismo non ritorna più allo stato dinamico precedente, ma bensì, stabilisce un nuovo equilibrio dinamico appropriato alla nuova esperienza integrata".

Questo ragionamento ci fa capire quanto potrebbe essere problematico tentare di riportare una persona ad una condizione pre-psicotico. Sembrerebbe molto più utile e funzionale, sostenere le persone nel integrare le esperienze anomale mentre si elabora un nuovo modo di essere nel mondo.

Rinnovamento

Molti psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e professionisti della salute mentale, vedono la psicosi, non come risultato di un danno o di un impedimento, ma bensì, in realtà inziato dalla psiche inconscio, anche se avvertito dalla coscienza come sgradito.

La persona si trova in uno stato di angoscia acuta, in circostanze che hanno assalito le più sensibili delle vulnerabilità, per la quale la psiche è stimolata da un bisogno imperativo di riorganizzare il Sè in un processo di rinnovamento.

Quando è permesso lasciare che questo processo di <<rinnovamento>> si spinge verso una risoluzione, un nuovo senso di Sè appare e porta con se interessi e motivazioni freschi nel mondo.

Supporto

Per cui, quando si da supporto ad un individuo che attraversa un processo psicotico, è importante tenere in mente che, non è il processo psicotico in se da cui la persona deve essere guarito - il processo stesso rappresenta un tentativo dell'organismo di guarirsi da e di crescere oltre i propri limiti di Sè e l'immagine del mondo. 

Il sostegno migliore è di supportare il processo stesso, piuttosto che sopprimerlo o di invertirlo.

E il modo migliore di supportarlo è di offrire all'individuo la nostra chiarezza e le nostre cure sopratutto, aiutandolo a gestire tutte le proprie esperienze anomale angosciante, con tutte le loro difficoltà e complessità, con rispetto e incondizionata considerazione.

Questo pensiero è molto in accordo con quanto oggi sostiene la ricerca scientifica al recupero.

 

L'utilizzo di farmaci anti-psicotici aiutano a ridurre i sintomi positivi della psicosi e le angoscie associate nel breve periodo.
Dopo tantissimi anni di ricerca e miliardi di euro spesi, non si è ancora trovato un eziologia biologicamente fondato della schizofrenia. Ne siamo in grado di validare che la schizofrenia sia un costrutto valido. Tuttavia, non ce dubbio che molte persone soffrono di esperienze anomale angosciante.
L'utilizzo di farmaci anti-psicotici a lungo termine incrementa lo sviluppo di una condizione cronicizzante e riduce significativamente la probabilità di un recupero, e porta con se, l'alta possibilità di causare altri impedimenti fisici, cognitivi ed emotivi seri.
Coloro che non sono mai stati esposti a farmaci anti-psicotici hanno una probabilità maggiore di recupero.
Ripensando la terapia farmacologica
Cordiali saluti
john curcio
Ciao!
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